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Linda Soldani psicologa psicoterapeuta


Biofeed-back training

Metodica che consente, mediante un apposito dispositivo, di amplificare i segnali corporei di attivazione neurovegetativa, rendendo così il soggetto maggiormente consapevole delle funzioni monitorate. I parametri che più comunemente vengono rilevati e amplificati mediante biofeed-back sono i seguenti:

a) Frequenza cardiaca
b) Attività muscolare
c) Attività elettrica cutanea
d) Attività cerebrale
e) Temperatura periferica

In fase di valutazione, le rilevazioni vengono compiute in condizioni basali (assenza di stress) e successivamente sotto sollecitazione di specifici stressor secondo apposito protocollo. I dati così rilevati (profilo di stress) rappresentano parametri oggettivi e permettono di valutare quali componenti specifiche della risposta da stress si attivano in un dato soggetto (es. muscolo-scheletrica, cardiaca o altro). Inoltre è possibile verificare i tempi di recupero in seguito alla risposta da stress.

Successivamente il biofeed-back training consentirà, mediante appositi programmi di apprendimento, basati sul condizionamento operante, di imparare ad autocontrollare volontariamente tali funzioni fisiologiche in senso più adattivo.


Applicazioni

Il biofeed-back training trova applicazione oltre che nelle sindromi da stress cronico in generale, in numerose condizioni patologiche come le cefalee, i disordini temporo-mandibolari, la sindrome di Raynaud, l’ipertensione essenziale, e in svariati ambiti: rieducazione neuromuscolare, ambito pediatrico, sportivo (per incrementare la prestazione), nei disturbi dell’eliminazione (incontinenza fecale e urinaria, disturbi del pavimento pelvico, la sindrome dell’intestino irritabile).

Tra le applicazioni più recenti per le quali sono stati sviluppati protocolli specifici, vi sono: il trattamento del diabete mellito, del tinnito e della sindrome fibromialgica.

Una particolare forma di biofeed-back elettroencefalografico, il neurofeed-back, viene inoltre utilizzata con successo per il trattamento della ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività) ed altre patologie neurologiche come l’epilessia.

Per approfondimenti:
www.bfe.org

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