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Linda Soldani psicologa psicoterapeuta


Sostegno in corso di malattie oncologiche

La persona che si trova ad affrontare l’esperienza del tumore vive un momento fortemente destabilizzante, destrutturante sul piano dell’identità e spesso drammatico, che richiede la mobilitazione di tutte le risorse interne ed esterne per poter essere affrontato efficacemente.

Il disagio può assumere una molteplicità di forme riconducibili grossolanamente a 2 tipologie: da un lato, la sofferenza soggettiva spesso non comunicabile, che si esprime con sintomi di ansia, depressione, preoccupazioni intrusive, a volte anche tramite il rifiuto ostinato a collaborare ai trattamenti radio e chemioterapici. Dall’altro, il disagio può assumere la forma di un cambiamento indesiderato nello stile di vita per tanti motivi: i sintomi fisici che debilitano, per la sofferenza emotiva stessa, la non accettazione dei cambiamenti che avvengono nel proprio aspetto fisico o la stanchezza severa. Tutti fattori che inevitabilmente si ripercuotono sulla sfera interpersonale a vari livelli: di coppia, famigliari, e nella sfera delle relazioni più estese.

Il sostegno psicologico consiste nell’aiutare la persona che vive questa condizione a ripristinare il proprio equilibrio emozionale e il proprio benessere, favorendo lo sviluppo di quelle abilità e risorse necessarie a garantire un migliore adattamento alla malattia e alle cure. Il lavoro dello psicologo in questo senso prende le mosse da un’attenta valutazione nel corso della quale vengono esplorate le problematiche correlata alla malattia e alle cure, iscrivendole all’interno della storia di vita della persona, in un contesto più ampio di quello prettamente sanitario. Al termine della valutazione, viene fatta una proposta di intervento psicologico in termini di:

-supporto psicologico che mira al rafforzamento delle risorse già presenti -counseling per la gestione di problematiche comunicativo-relazionali -psicoterapia cognitivo-comportamentale, laddove sia presente un livello di sofferenza psicologica clinicamente rilevante o una compromissione importante nel funzionamento sociale e lavorativo non spiegabile a partire dalla condizione medica di fondo.

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